Cantine Astroni
As Cantine Astroni são um testemunho único da viticultura “metropolitana”, naquela que é uma das cidades mais extensas do solo italiano. Ao lado da forte urbanização de Nápoles, as vinhas delimitadas pelo Parque dos Astroni se erguem nas colinas tufáceo-vulcânicas, fincando suas raízes em uma história que se entrelaça com o mito e a lenda. “Campania felix” era o apelido com que o historiador grego Políbio descreveu este território afortunado da bota, que na época produzia o vinho absolutamente mais apreciado pelos Imperadores romanos, o Falernum. Nos dias de hoje, é a região que detém o primado por maior quantidade de vinhos autóctones, apesar de no início do século XX a filoxera ter completamente dizimado a população vegetal então existente. E é dessa herança que surge a filosofia de contínua pesquisa adotada por Vincenzo Varchetta, representante da quarta geração de viticultores, junto com a ajuda do experiente enólogo Gerardo Vernazzaro.
pendici esterne del cratere che dona il nome alla cantina, i cui suoli sono il risultato della stratificazione di lapilli e ceneri legati ad un eruzione flegrea avvenuta circa 4000 anni fa, da cui trassero origine i laghi e le alture che caratterizzano il panorama della zona. Questa ha ereditato dall’eruzione il cosiddetto bradisismo, ossia un moto profondo e perpetuo che ciclicamente solleva e abbassa il suolo. I profumi di questo ambiente bucolico e le sferzanti brezze di aria salata avvolgono le viti di Piedirosso e Falanghina, due grandi vitigni autoctoni di cui Varchetta si fa portavoce, cercando di far loro guadagnare la fama internazionale che meritano. Allevate a guyot, le uve vengono vendemmiate manualmente e la fermentazione avviene in vasche di acciaio inossidabile, che mantengano il tono autorevole caratterizzante dei vini, senza modificarne il quadro organolettico.collocata all’interno nientemeno della riserva di caccia di Ferdinando di Borbone, ben si presentava a raccogliere i frutti di questi terreni così geologicamente variegati e ricchi come pochi altri. Il figlio Giovanni, una volta tornato dalla Seconda Guerra Mondiale, riuscì a realizzare completamente il progetto imprenditoriale di suo padre, trasmettendo la propria passione anche a figli e nipoti. È così che le competenze tradizionali ereditate dall’esperienza sono arrivate fino a noi, grazie a queste meravigliose e gustose etichette, che ci aiutano a raccontare una storia che prima di noi scoprirono i saggi romani.As Cantine Astroni são um testemunho único da viticultura “metropolitana”, naquela que é uma das cidades mais extensas do solo italiano. Ao lado da forte urbanização de Nápoles, as vinhas delimitadas pelo Parque dos Astroni se erguem nas colinas tufáceo-vulcânicas, fincando suas raízes em uma história que se entrelaça com o mito e a lenda. “Campania felix” era o apelido com que o historiador grego Políbio descreveu este território afortunado da bota, que na época produzia o vinho absolutamente mais apreciado pelos Imperadores romanos, o Falernum. Nos dias de hoje, é a região que detém o primado por maior quantidade de vinhos autóctones, apesar de no início do século XX a filoxera ter completamente dizimado a população vegetal então existente. E é dessa herança que surge a filosofia de contínua pesquisa adotada por Vincenzo Varchetta, representante da quarta geração de viticultores, junto com a ajuda do experiente enólogo Gerardo Vernazzaro.
pendici esterne del cratere che dona il nome alla cantina, i cui suoli sono il risultato della stratificazione di lapilli e ceneri legati ad un eruzione flegrea avvenuta circa 4000 anni fa, da cui trassero origine i laghi e le alture che caratterizzano il panorama della zona. Questa ha ereditato dall’eruzione il cosiddetto bradisismo, ossia un moto profondo e perpetuo che ciclicamente solleva e abbassa il suolo. I profumi di questo ambiente bucolico e le sferzanti brezze di aria salata avvolgono le viti di Piedirosso e Falanghina, due grandi vitigni autoctoni di cui Varchetta si fa portavoce, cercando di far loro guadagnare la fama internazionale che meritano. Allevate a guyot, le uve vengono vendemmiate manualmente e la fermentazione avviene in vasche di acciaio inossidabile, che mantengano il tono autorevole caratterizzante dei vini, senza modificarne il quadro organolettico.collocata all’interno nientemeno della riserva di caccia di Ferdinando di Borbone, ben si presentava a raccogliere i frutti di questi terreni così geologicamente variegati e ricchi come pochi altri. Il figlio Giovanni, una volta tornato dalla Seconda Guerra Mondiale, riuscì a realizzare completamente il progetto imprenditoriale di suo padre, trasmettendo la propria passione anche a figli e nipoti. È così che le competenze tradizionali ereditate dall’esperienza sono arrivate fino a noi, grazie a queste meravigliose e gustose etichette, che ci aiutano a raccontare una storia che prima di noi scoprirono i saggi romani.












